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commenti a caldo ...anche a freddo..

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  • 09/08/18--01:38: London girl's
  • Questa sera facciamo un salto nella Londra degli anni 60' con questo gruppo di fanciulle. 

     

              

     

     

          

     

     

          

     

     

     

             

     

     

     

       

     

     

     

       

     

     

     


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  • 09/15/18--00:59: Un gruppo di amici
  • Stasera vi presento un gruppo di amici, siete pronti a scatenarvi a ballare? 

     

     

     

     

     

             

     

     

     

            

     

     

     

            

     

     

     

       


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  • 09/17/18--00:27: Lettera al Vescovo di Torino
  • Lettera mandata via email :

     

    Buongiorno signor Vescovo Nosiglia, chiedo scusa se le rubo qualche minuto del suo tempo, ma vorrei precisare alcune cose sulla sua frase detta ieri in onore al " Beato e Santo " Marchionne: " Ci ha aiutati a non perdere la speranza".

    Da diretto interessato( come tanti altri colleghi) questa "speranza" ha significato: Anni e anni di cassa integrazione, di cancellazione dei più elementari diritti dell'uomo( codici dati per ridotte capacità lavorative non rispettati), discriminazioni di lavoratori a seconda del sindacato iscritto( Report aveva fatto una bella inchiesta in merito allo stabilimento di Pomigliano anni addietro),carichi di lavoro aumentati, un sindacato estromesso solo perchè lo contestava ( il rientro è avvenuto tramite una sentenza del tribunale), minaccia a chiudere i cancelli della fabbrica se non si votava Si nel 2011 al referendum, promesse mai mantenute ( modelli in arrivo/ aumenti di stipendio, quest'ultima frase detta in una trasmissione di Fazio), crisi in tutti gli stabilimenti italiani, in USA indagine per presunta corruzione ai danni del sindacato metalmeccanico.

    Se ha tempo le consiglio un libro che " pontifica " per nulla il signor Marchionne si intitola: L'era Marchionne, dalla crisi all'americanizzazione della Fiat di Maria Elena Scandaliato.

    Buona giornata

    M.C. operaio che credeva in questa " speranza" naufragata quasi subito.


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    La tormenta di neve ci ha sorpresi al ritorno da Ceva, non si vede a un palmo dal nostro naso ed i tergicristalli sono inutili. Sento Perino imprecare perchè l’automobile  arranca sotto il manto nevoso: “ Ho l’impressione che a breve ci fermeremo commissario”.

     “D’accordo con te, se vediamo una locanda ci fermiamo…dove siamo? Ho perso l’orientamento”.

    “Credo che abbiamo passato Vicoforte se non sbaglio…non vedo nulla con questa dannata neve”.

    La macchina prosegue qualche centinaia di metri poi si arrende, le gomme slittano. Non c’è verso di farla ripartire. Scendiamo, la spingiamo a lato della strada, in lontananza  vediamo una costruzione.

     “Proviamo ad andare verso quella casa, lasciando l’auto qui” , e così iniziamo ad incamminarci sotto i fiocchi di neve. La costruzione intravista è una villa, percorriamo il viottolo che porta all’ingresso e suoniamo il campanello. Un tizio in livrea apre la porta e domanda cosa vogliamo.

    “ Buonasera, sono il commissario Berardi della questura di Torino, questo è il mio collega Perino. La neve ci ha sorpresi mentre tornavamo in città, la nostra auto è ferma sul ciglio della strada. Chiediamo gentilmente  ai padroni di casa se possiamo entrare per fare una telefonata”.

    Il maggiordomo ci scruta e risponde che va a domandare ai signori.

    Sentiamo parlare ad alta voce.

    “ Umberto, dovevi fare entrare i signori. Vi prego di scusarlo…entrate”.

    L’uomo sicuramente è il proprietario della villa. E’ sulla sessantina , capelli grigi, un paio di lenti e una pipa in mano, noto anche che ha il viso emaciato, sofferente e si sorregge su una stampella.

    “ Prego, seguitemi…io sono Carlo Gedina proprietario di questa villa. Sono, anzi ero, un ex avvocato, ho smesso per problemi di salute  piuttosto seri… ed ora questa tragedia…”.

    Le ultime parole sono appena pronunciate come se l’uomo stesse per piangere.

    “ Grazie di averci fatto entrare signor Gedina, lei è molto gentile. Speriamo di non recarle disturbo. Purtroppo la nostra auto si è impantanata nella neve e non riusciamo a farla ripartire . Vogliamo solo fare una telefonata a Mondovì per farci venire a prendere, non siamo pratici della zona altrimenti non l’avremmo disturbata”.

    “Purtroppo la linea telefonica non funziona, più avanti c’è’ stata una frana ed ha travolto il palo e non solo, il ponte è crollato. Mi spiace…ma venite dentro”.

    “ E avreste fatto bene a non disturbare! “ a usare questa frase e’ una donna. Sta scendendo le scale, indossa un abito di colore rosso che  fascia il suo corpo procace, alta con i capelli corti e un bocchino tra le labbra. Il suo sguardo vaga da me a Perino e viceversa.

    “ Carlo, spero che tu non voglia ospitarli stanotte!...Lo sai …oh, sei sempre il solito. Vado a scambiare quattro chiacchere con Davide”.

    Detto ciò la donna si avvia verso una stanza e sbatte la porta richiudendola dietro di sé.

    “ Senta, signor Gedina, non voglio essere la causa di litigio tra lei e la sua signora, quindi io e il mio collega andiamo via…”.

    “ Non si preoccupi…è…siamo in un momento di sconforto…di tristezza e lei sfoga così la sua rabbia”.

    “ Possiamo esserle utili in qualche modo?”.

    Scuote la testa e poi : “ Se avete il dono di riportare in vita una figlia…allora si che sareste utili”.

    Rimango colpito da queste sue parole, Perino mi precede facendogli le condoglianze.

    “ Grazie…aveva solo 25 anni…troppo giovane per morire…poi in quel modo e poi anche…Dio mio perché?”.

    Domando in che modo è morta sua figlia.

    “ Suicida…Davide…il signor Davide Fasotti è il medico curante della famiglia. E’ lui che ha trovato il corpo”.

    “ Cosa l’ha spinta a fare questo gesto?”.

    “ Non lo sappiamo, mi creda commissario…e come non bastasse anche la domestica se ne è andata, era molto legata a mia figlia, erano come… due sorelle…si come due sorelle, per noi era come una seconda figlia,  sparita di punto in bianco senza dare spiegazioni”.

    Veniamo accompagnati in una camera, non è molto grande ma ha un poltrona e un letto e un tavolino in legno di tek con una sedia.

    “ La stanza è un po’ piccola, ma darò ordine al domestico di prepararne una più grande, avete cenato signori? Vi aspetto tra una ventina di minuti in sala da pranzo”.

    Alla cena si presenta anche il dottore Fasotti, un bell’uomo, sulla quarantina, capelli impomatati. Perino sottovoce dice che gli ricorda l’attore americano Gary Cooper.

    La signora Elsa è di poche parole, ritengo sia traumatizzata dalla scomparsa della figlia, però noto che le poche parole le spende per il dottore.

    “ Lei e il suo collega arrivate da Ceva se ho capito bene?”.

    “ Da Ormezzano precisamente, siamo andati a trovare un collega che è in pensione e avendo delle ferie arretrate ne abbiamo approfittato”.

    “Bella zona quella, ci sono stato una volta, ottimo cibo e lo stesso si può dire del vino”.

    La cena continua parlando del più e del meno, poi ci trasferiamo in salotto. Ne approfitto per domandare al medico cosa ne pensa del suicidio della ragazza.

     “Adele soffriva di depressione, sembra a causa di un amore non corrisposto; ma queste sono voci di paese, niente di ufficiale. Ho provato a curarla ma evidentemente ho fallito. Ha ingurgitato dei barbiturici, parecchi, il barattolo era semi vuoto quando l’ho trovato, tra l’altro è ancora nella stanza o almeno credo. Il padre non ha visto il corpo disteso sul letto, ho preferito rimanesse fuori dalla stanza per via del suo cuore debole, solo io ed Elsa…scusate la moglie di Carlo, siamo entrati nella stanza”.

    “Capisco, e quando si terranno i funerali? Mi sembra di avere capito che non si sono ancora svolti”.

    “No, con questo tempaccio abbiamo rimandato, la bara è nel capanno al posto dell’auto del signor Gedina”.

    “ E della cameriera scomparsa che mi dice?”.

    Noto un’esitazione nel rispondere, o forse è solo una mia impressione.

    “Cosa vuole che le dica, Betty è sempre stata un po’ strana, sono rimasto sorpreso pure io dalla sua scomparsa. Non so il motivo…si vede che si era stufata a lavorare qui”.

    “Un’ultima cosa, il signor Gedina mi ha detto che Betty era molto legata a sua figlia…”.

    “Si è vero, per questo trovo strano che sia andata via senza aspettare almeno il funerale, probabilmente era scioccata dall’accaduto oppure, come ho detto, si era scocciata di lavorare qui”.

     “ Lei abita qui ?”.

    “ Si, come medico di famiglia ho una stanza dall’altra parte della villa”.

    Veniamo accompagnati dal domestico nella nostra stanza. Troviamo un biglietto sul tavolo, reca la scritta: Aiutatemi!

    Guardo Perino: “ Qualcuno lo ha messo…ma chi?”. Esco dalla stanza e vedo ancora il domestico sul piano, lo chiamo e domando se chi ha preparato la stanza ha lasciato un biglietto ma risponde di no: “ Che io sappia il personale era tutto al piano inferiore signore, e la stanza era già pronta per eventuali ospiti dei signori Gedina”.

    Di fronte alla nostra stanza c’è una porta, il domestico risponde che era della povera signorina Adele.

     “Umberto, se chiedessi un favore me lo farebbe?”.

    “ Dica signore!”.

    “ Sarebbe possibile vederla?”.

    Perino mi guarda stupefatto. Il domestico scuote la testa, poi guarda se dalla scala sale qualcuno e con un gesto mi indica di seguirlo.

    “ Signore, io le apro e gli lascio la chiave, appena ha finito me la ridia senza che il padrone se ne accorga o io passo dei guai”.

    “ Grazie Umberto”.

    Entriamo nella stanza immersa nel buio e Perino tira fuori dalla sua tasca la sua torcia portatile.

    ( Continua)

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    Riassunto: Il Commissario Berardi e il suo collega Perino, vengono sorpresi dalla neve nei d'intorni di Mondovì. La loro auto non riesce più a proseguire, domandano ospitalità in una villa. Purtroppo è avvenuta da poco una tragedia, la figlia del proprietario, l'avvocato Gedina si è suicidata, nel contempo una domestica( Betty) è scomparsa all'improvviso. Nella stanza dove Berardi e il suo collega alloggerrano trovano un biglietto recante la scritta: Aiutatemi. Il commissario con discrezione decide di scoprire il perchè di quel biglietto. 

     

    La prima cosa che noto è che non vi è nessuna fotografia della ragazza e lo trovo alquanto strano. I cassetti sono in ordine, stessa cosa l’armadio. C’è una porta che da sul balcone, la apro piano,  noto una pianta arrampicante che  sale a fianco di esso. Penso che per un ladro esperto salire non sia poi così difficile.

    “Commissario, ho trovato questo nel comodino vicino al letto”.

    E’ un tubetto di barbiturici, probabilmente è quello che  la povera ragazza ha usato per suicidarsi.

    Perino apre il barattolo e ne svuota il contenuto, è quasi intero, dalla scritta sulla confezione deduciamo che manca una sola pasticca.

    “Io non sono medico, ma una pastiglia non ti porta alla morte, giusto?”.

    “ Manco io lo sono commissario, però la penso come lei”.

    “ Quindi la ragazza non è morta per suicidio”.

    “Si! Di sicuro non in questa maniera”.

    Rimettiamo a posto il tubetto ed usciamo dalla stanza, vedo Umberto poco più in là e gli consegno le chiavi. Domando a lui come mai non ci sono fotografie della signorina nella stanza.

    “E’ stato il dottore a toglierle, e non ne troverà nella villa, stessa cosa per un paio di quadri che erano nel salone,  la signorina Adele era stata ritratta assieme al padre e alla sua povera mamma”.

    Il domestico osserva la  mia perplessità su questa frase.

    “ Commissario, confido a lei questa cosa ma mi raccomando la tenga per sé. La moglie dell’avvocato è morta circa una decina di anni fa di polmonite e l’avvocato si è risposato con la signora Elsa”.

    “Capisco…e i rapporti tra la signorina e la sua matrigna com’erano?”.

    “ Per un certo periodo ottimi, poi qualcosa è cambiato…”.

    Non finisce la frase che viene chiamato dalla signora, che senza giri di parole dice chiaramente di non perdere tempo con noi.

    Rientriamo nella nostra stanza, nonostante la stanchezza, penso a quello che mi ha detto il domestico e soprattutto a chi può aver messo il biglietto. Lo riprendo, la parola è stata vergata in fretta, non capisco se è stato scritto da una mano femminile o maschile.

    “ Che ne pensi Perino?” E ripeto a lui ciò che mi ha detto il domestico.

    “ Non lo so commissario, sinceramente non saprei cosa pensare…è tutto così…nebuloso”.

    Riprendo il biglietto in mano, pensando a chi possa averlo scritto. La neve continua incensante. Lentamente mi addormento, mi desto verso le tre del mattino con la sensazione che qualcuno ci osservi.

    Nella stanza siamo solo io e Perino, eppure sono convinto che qualche altra persona era presente. Silenziosamente tasto i muri della stanza in cerca di un fantomatico passaggio segreto, apro l’armadio ma è vuoto. La porta è aperta, non ricordo se l’abbiamo chiusa ieri sera oppure no. Al risveglio Perino non sa darmi una risposta, anche lui non ricorda. Poi mi domanda come mai questa domanda, gli riferisco della mia sensazione che ci sia stato qualcun’altro nella stanza.

    “ Sarà stata la stanchezza commissario, a meno che non sia venuto a farci visita un fantasma, cosa che dubito”.

    “ Hai ragione tu, adesso scendiamo di sotto, e speriamo che abbiano ripristinato la linea telefonica”.

    Purtroppo la mia è una pia illusione, Umberto mi risponde che la linea è sempre interrotta,  la neve scende sempre con forte intensità ed il muro della villa è quasi ormai nascosto dal manto bianco.

    Il domestico ci fa accomodare in cucina per la colazione.

    “Umberto, della domestica scomparsa cosa sa dirmi?”.

    “ Signore, la Betty era come una figlia per me. Una brava ragazza, un po’ civettuola forse, ma a quell’età credo che lo siano tutte le ragazze”.

    “ Quindi non hai idea del perché sia scomparsa? Secondo me bisognerebbe denunciare la cosa”.

    “ Ho sentito che il padrone voleva farlo e stava per recarsi alla stazione di polizia di Mondovì anche con la neve, ma sia la signora che il dottore hanno sconsigliato la cosa”.

    “Come mai?”.

    “Non so dirle, sinceramente la trovo strano questo loro modo di agire…credo che se non va l’avvocato ci andrò io alla polizia!”.

    “ Fai bene, se vuoi ti accompagniamo sempre che smetta di nevica.

    “ La Betty si è portata via qualcosa? Una valigia, una borsa?”.

    Il domestico scuote la testa, non lo sa, ma crede di no.

    “ Tutti i suoi abiti sono ancora nell’armadio”.

      ( Continua)

     


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  • 09/22/18--07:09: The swing cats
  • Ecco a voi lo swing dei gatti...buon ascolto.

     

            

     

     

     

            

     

     

     

     

             

     

     

     

         


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    Riassunto: Il commissario Berardi è il suo collega Perino vengono sorpresi da una tormenta di neve sulla strada che da Mondovì porta a Torino. Chiedono ospitalità in una villa. Il proprietario un ex avvocato di nome Gedina, è in lutto per la perdita della figlia, con il pensiero della scomparsa della domestica Betty. Beradi, grazie anche a Umberto( domestico della villa) riesce ad entrare nella stanza di Adela( la figlia suicida) è scopre che nel tubetto che conteneva barbiturici, manca solo una pastiglia. Quindi la domanda nei due poliziotti sorge spontanea: di cosa è morta veramente Adele? E dove è finita la domestica scomparsa?

     

    Decisamente qualcosa stona in questa storia non convince  anche Perino, una persona che scompare all’improvviso senza portarsi dietro nulla non è normale, qualcosa o qualcuno l’ha fatta scappare.

    Interroghiamo con discrezione il personale della villa, ma nessuno sa dire qualcosa, solo il giardiniere fa delle allusioni sul “ Don Giovanni “ della villa ( chiama così il dottore Fasotti).

    “ A’ lè un bel tipo quello…avessi moglie e figlia starei con gli occhi bene aperti”.

    Io e Perino usciamo a prendere una boccata d’aria nonostante alla neve si sia aggiunto anche il vento.

    “ Commissario, che ne dice delle parole del giardiniere?”.

    “ Bisogna sempre prendere con le molle certe affermazioni, certo è che il dottore è un bell’uomo agli occhi di una donna, affabile, gentile e sa come parlare al gentil sesso”.

    “Potessimo andare al paese, potremmo farci un’idea più chiara su questo caso ma con questo tempaccio”.

    “Non ci pensare neanche Perino, hai sentito che il ponte è crollato?”.

    “Se diamo un’occhiata alla stanza della Betty? Magari troviamo qualche indizio”.

    “ Buona idea, però non dobbiamo farci notare”.

    Riusciamo a farci dire dove è la stanza della ragazza scomparsa e mentre Perino sta fuori dalla porta, io entro.

    I vestiti sono tutti appesi nell’armadio, la valigia è sotto il letto vuota. Nei cassetti ci sono un paio di libri e una rivista femminile.

    Prendo la sedia e guardo sopra l’armadio, ci sono dei giornali, probabilmente fanno si che la polvere si depositi li sopra. Un piccolo rialzo mi incuriosisce, sono due lettere in due buste differenti, una reca il simbolo dell’ospedale di Alba.

    “ Trovato nulla commissario?”.

    “ Due lettere, ma darò un’occhiata quando saremo nella nostra stanza”.

    Passiamo il resto della mattinata a parlare con l’avvocato. E’di Saluzzo, aveva uno studio in quella città, poi per  salute si è trasferito qui. Accenna anche alla povera moglie, e a come sua figlia non abbia mai superato il trauma della scomparsa di chi l’ha messa al mondo.

    Domando con discrezione come ha preso la figlia la notizia che si sarebbe risposato.

    “ Dal principio non era molto contenta, ma poi ha fatto conoscenza con Elsa e ne era felice…o almeno lo è stato per diverso tempo, poi…”.

    “Qualcosa è cambiato tra le due donne?”.

    “Si! E non mi chieda il motivo, non lo so”.

    “ Invece del dottor Fasotti che mi dice?”.

    “ Lo conosco da quando mi sono trasferito qui…è un bravo medico. So che in paese lo definiscono un Don Giovanni, ma sinceramente qui si è comportato sempre bene in questi cinque anni”.

    “ Anche con le domestiche ci comporta bene?”.

    L’avvocato rimane stupito di questa domanda e balbetta chiedendomi il perché.

    “ Non sarebbe la prima volta che una domestica venga circuita”.

    “ Credo di si, a parte la domestica scomparsa che era giovane, la cuoca ha già una certa età, e l’altra cameriera è sposata con il giardiniere”.

    “Domando perché è molto strano che una persona scompaia di punto in bianco, sembra quasi che sia scappata…aveva ricevuto minacce che lei sappia?”.

    “Che io sappia no, ma Betty si confidava molto con la mia povera figlia…potete chiedere a Umberto, so che lo considerava come un padre”.

    Purtroppo anche il domestico non ha saputo rispondere a questa domanda.

    Quando rientriamo nella stanza, prendo le lettere che ho trovato nella stanza della domestica scomparsa. Una lettera indica un’ora, probabilmente un appuntamento; l’altra è dell’ospedale di Alba, sono esiti di esami, la ragazza era in cinta.

    “ Leggi e dimmi che ne pensi!”.

    “Commissario, una donna incinta che sparisce è perché ha avuto paura.”.

    “ Esatto, lo credo anche io, peccato che sull’altra lettera non vi sia stato scritto il luogo dell’incontro”.

    “Potrebbe trattarsi di un luogo vicino alla villa?”.

     “ Come ipotesi non è campata in aria, oppure nel paese, comunque un luogo alla ragazza noto e non distante, era pur sempre una dipendente, doveva farsi trovare se la chiamavano”.

    Nel pomeriggio proviamo a parlare con l’avvocato Gedina di Betty, ma le cose che dice non portano lontano: ” Non sapevo se aveva un ragazzo, non parlava mai della sua vita privata, posso solo dire che lei era molto carina, espansiva…assomigliava alla madre…almeno credo”.

    Perino domanda se ha notato il dottore ronzargli attorno. Risponde sdegnato, anche se nel suo sguardo un certo dubbio si sta insinuando.

    “Non  metto la mano sul fuoco, ma credo che il dottor Fasotti abbia un suo codice etico e morale…non credo proprio…e poi Betty è una ragazzina in confronto a lui”.

    La porta si apre è la moglie dell’avvocato; una smorfia appare sul suo volto appena ci vede. Fa per tornare sui suoi passi ma il marito la invita a sedersi con noi .

    “Vieni cara, non essere scontrosa con questi nostri ospiti, non è certo colpa loro se hanno dovuto pernottare da noi”.

    “Suo marito ha ragione signora, mi creda ne io ne il mio collega volevamo recarvi disturbo, se almeno fosse ripristinata la linea telefonica ci saremmo fatti venire a prendere”.

    La donna ci squadra, poi accenna a un sorriso e domanda scusa per il suo modo di fare.

    “Da quando è morta Adele il mio carattere è peggiorato. Poi come non bastasse la sparizione inspiegabile della cameriera e infine questo tempo orribile. Mi angoscia vedere tutto questo bianco…lo detesto”.

    “Nessun problema signora, la capiamo perfettamente. Perdere una figlia deve essere una cosa tremenda”.

    Pian piano la signora cambia atteggiamento, Perino non dice nulla, ma conoscendolo anche lui pensa che sia una finzione.

    Parlando del più e del meno, domando da quanto tempo conosce il dottore. Risponde che saranno circa sei anni: “Ci siamo conosciuti in una sala da ballo a Mondovì dove sono andata con Carlo. Da allora, anche visto l’aggravarsi di mio marito, abbiamo deciso di farlo vivere sotto il nostro tetto”.

    “ Capisco. Lei sa se per caso esercita la sua professione in paese? Ha uno studio medico?”.

    “Si, due volte alla settimana apre lo studio, ora con questo tempaccio è chiuso”.

    “Il referto sulla morte di vostra figlia l’ha stilato lui? Ha per caso effettuato un’autopsia per accertare la causa del decesso?”.

    “ No, certo che no…nessuna autopsia, ci mancherebbe. È morta per suicidio, ho visto il tubetto di barbiturici…era vuoto. Per quando riguarda il referto di morte, certo che lo ha stilato lui, chi altro se no?”.

    ( Continua)

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    “ Non è l’Arena torna per il secondo anno, grazie anche a una Televisione LIBERA!!” chiosa mister Giletti , presentatore di questo programma domenica sera.

    Ovviamente come ospite non poteva mancare il Barabba Razzista meglio conosciuto come Matteo Salvini, di professione o almeno dovrebbe essere quello di Ministro dell’Interno.

    Come sempre il Barabba fa sfoggio del suo “ repertorio”( sembra di sentire un certo tizio di Arcore che da 25 anni e più ripete sempre le solite litanie).

    Mister Giletti, che di professione fa il giornalista, dovrebbe sapere che una televisione LIBERA è fatta da Uomini LIBERI, e se si concordano prima le domande, non si è tanto in regime di Libertà.

    Mi sono sorbito le Favolette del Barabba, sperando che prima o poi la fatidica domanda sui 49 milioni RUBATI a noi ITALIANI ( qui si che il detto Prima agli italiani è stato messo in pratica) venisse posta, invece nulla, non disturbiamo il Ladrone mentre Ruba.

    Altra domanda interessante sarebbe stata: Come mai lei che è Ministro del Viminale, il quale dovrebbe garantire la Sicurezza a tutti ( compreso a chi la contesta) va a cena con esponenti di Casa Puzzola( Casa Pound)?.

    Per la cronaca chi non conoscesse chi siano i condomini di Casa Puzzola, sono quei Codardi che viaggiano in branco a picchiare chi la pensa diversamente da loro inneggiando al famoso “coniglio travestito ”( ultimo caso a Bari) , inoltre ad Ostia( Roma) viaggiano a braccetto con il clan Spada. Una famiglia mafiosa che taglieggia i negozianti della zona, venuti alla ribalta per l’aggressione a un giornalista immortalato da un video, inoltre sempre a una giornalista che ha portato alla luce questo clan vive sotto scorta da anni per minacce di morte da parte degli Spada.

    Quindi ho seri dubbi che Barabba mi possa garantire la sicurezza con queste sue conoscenze, per non parlare a Rosarno che era seduto vicino ad " amici" di famiglie della n'drangheta.

    Anche qui meglio glissare, per la serie non vorrei ritrovarmi a vendere pentole o girare per il cunesse a Tele Cupole( emittente piemontese).

    Quindi caro Fazio, pardon Giletti, a proposito, sa qual è la differenza tra voi due? E’ che tifate per due squadre diverse…ma per essere Giornalisti VERI non basta questa piccola differenza!

    Stendo un velo pietoso sul suo omaggio al Santo Bugiardo di casa FCA, anche perché in questo caso è in buona compagnia a partire dal Vescovo Nosiglia.

     

     


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